pago le tasse per assistere gli altri, servo e dono per curare me stesso
In un'epoca in cui la regolamentazione eccessiva e la delega totale agli Stati sembrano aver soffocato la nostra autonomia, ci troviamo di fronte a un profondo squilibrio di salute. Le giovani generazioni, in particolare, si affidano ciecamente alle istituzioni, sperando che queste possano garantire il loro benessere. Tuttavia, la maturità dei cinquantenni ci insegna che questa aspettativa previdenziale, seppur obbligatoria, è spesso destinata a non mantenere le sue promesse.
Ezio Sblendorio
3/19/20261 min read


In un'epoca in cui la regolamentazione eccessiva e la delega totale agli Stati sembrano aver soffocato la nostra autonomia, ci troviamo di fronte a un profondo squilibrio di salute. Le giovani generazioni, in particolare, si affidano cecamente alle istituzioni, sperando che queste possano garantire il loro benessere. Tuttavia, la maturità dei cinquantenni ci insegna che questa aspettativa previdenziale, seppur obbligatoria, è spesso destinata a non mantenere le sue promesse.
La diversità culturale, emotiva e sociale richiede indubbiamente un comune esborso economico per affrontare, almeno in parte, le difficoltà che ci circondano. Nonostante gli sprechi, la corruzione politica e le scelte mondiali guerrafondaie, le tasse che paghiamo servono a sostenere gli altri, a offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Ma questo non basta.
C'è un aspetto più profondo, una dimensione spirituale che richiede qualcosa in più per essere veramente felici. Dio, inteso come la nostra coscienza personale del sommo bene, ci chiama a nutrire i beni intangibili che non si possono comprare né vendere: la gratitudine, il servizio, l'offerta, il dono. È in queste azioni disinteressate che troviamo la vera cura per noi stessi, la pace interiore che tanto cerchiamo.
Quando "il marchio della Bestia" impedirà di scambiare e vendere anche il pane ed ogni bene di necessità a chi non lo porta sulla fronte, solo la rinnovata cultura del dono e del servizio disinteressato potrà sostenere le anime libere. Non si tratta di ideologia o politica, ma di Vangelo applicato: un messaggio di buona novella che ci è stato tramandato duemila anni fa.
È tempo di fare pace tra Cesare e Dio, di riconoscere l'importanza di adempiere ai nostri doveri sociali, ma anche di coltivare la nostra dimensione spirituale. Solo in questo equilibrio troveremo la vera salute, quella che va oltre il corpo e nutre l'anima.
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